La gestione territoriale dei postumi neurologici da Covid-19 - AINAT

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Associazione Italiana Neurologi Ambulatoriali Territoriali
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La gestione territoriale dei postumi neurologici da Covid-19

Giovanna Trevisi
Centro cefalee e CDCD, DSS Campi Salentina, ASL Lecce

La stesura del documento SIN-COVID in merito alle complicanze neurologiche della SARS-CoV-2 ha suscitato in me grande interesse facendomi soffermare soprattutto su una possibile idea di “gestione territoriale” della fase di post-acuzie della sindrome.
Lo spiccato neurotropismo del virus spiega, nella fattispecie, l’ampio corteo di sintomi neurologici, talora costituenti il quadro di esordio, tra cui l’iposmia, sottesa dal possibile accesso del virus al Sistema Nervoso attraverso la via nasale, la cefalea e l’alterazione dello stato di coscienza. A ciò si aggiungano, inoltre, le complicanze neurologiche che caratterizzano la fase post-acuta quali una sindrome di Guillan-Barrè, di più tardiva comparsa,  e sindromi neuro-muscolari legate al prolungato allettamento.
Tali criticità vengono dunque evidenziate nel documento SIN-COVID con la proposta aggiuntiva circa la necessità di effettuare trattamenti neuro-riabilitativi mirati a contenere le conseguenze di una possibile disabilità a lungo termine.
Sulla scorta di tali premesse, anche in qualità di consigliere nazionale AINAT, ho avanzato proposta, tramite lettera indirizzata al Coordinatore emergenza COVID della Regione Puglia, circa una eventuale coinvolgimento dei Neurologi territoriali nella gestione delle complicanze neurologiche della fase del post-acuzie.  
Ho pensato, pertanto, all’eventuale, ed auspicabile tempestiva, individuazione di specifiche strutture dedicate, in cui poter effettuare, in assoluta sicurezza, qualunque tipo di misura terapeutica, farmacologica e/o riabilitativa da parte di un team, di cui la figura del Neurologo del Territorio è parte integrante.
Tale azione si mostra ancora più significativa se si pensa alla possibilità di poter eseguire interventi domiciliari, in affiancamento alle USCA,  per la gestione della disabilità a lungo termine – settore in cui  da tempo i Neurologi del Territorio sono impegnati in prima linea.
La mia speranza è che questa personale iniziativa possa estendersi ad altre regioni ed avere un seguito favorevole, sì da valorizzare appieno una figura – quale quella da noi rappresentata – che va assumendo rilevanza sempre maggiore nell’ambito della gestione della cronicità delle patologie neurologiche.


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